Prima di pubblicarla
Controlla se una foto rivela dove vivi, quale dispositivo usi o quando è stata scattata — l'analisi gira nel tuo browser, la foto non viene mai caricata da nessuna parte.
| GPSLatitude / GPSLongitude | 45.4642° N, 9.1900° E (Milano) |
| Make / Model | Apple · iPhone 14 Pro |
| DateTimeOriginal | 2026-06-03 18:42:11 |
| Software | iOS 18.4 |
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JPEG o TIFF · elaborata solo su questo dispositivo
Molti smartphone salvano automaticamente le coordinate GPS esatte nel file di ogni scatto. Chi guarda quel file — non la foto che vedi tu, ma i suoi dati nascosti — può risalire all'indirizzo preciso in cui è stata presa, con un margine di errore di pochi metri. Ecco quando è un rischio reale e quando no.
Il modo più rapido per sapere se una tua foto specifica contiene questi dati è caricarla nello strumento in cima alla pagina: se c'è un GPS, te lo mostriamo subito insieme alla posizione decodificata.
Con Midjourney, DALL-E o Gemini che producono immagini quasi indistinguibili da una foto vera, sapere cosa guardare è diventato utile quanto controllare il GPS. Ecco i segnali più affidabili, in ordine di importanza.
Make e Model della fotocamera. Le immagini generate dall'IA di solito non li hanno — oppure hanno solo tag software come "Midjourney" o "DALL-E" al posto del dispositivo. Puoi verificarlo caricando l'immagine nel tool qui sopra.
Nessun singolo indizio è una prova definitiva — le immagini condivise su social vengono ricompresse e perdono i metadati originali. La combinazione di più segnali è molto più affidabile di uno solo.
Carica la foto qui sopra: se contiene la posizione GPS te lo segnaliamo subito. Premi poi "Rimuovi i metadati" — il sito ricodifica l'immagine eliminando GPS, modello del dispositivo e data, e ti dà una copia pulita da scaricare o salvare in galleria.
No: WhatsApp, Instagram e la maggior parte dei social rimuovono automaticamente i metadati EXIF quando comprimono l'immagine per l'invio. Il rischio reale riguarda le foto scambiate come file originali — email, chat non compresse, drive condivisi, o pubblicate direttamente in alta risoluzione su un sito o blog.
Basta caricarla in questa pagina. Il browser legge i dati EXIF del file (GPS, marca e modello della fotocamera o dello smartphone, data e ora dello scatto, software usato) e te li mostra in chiaro, senza bisogno di installare app o programmi.
Il rischio principale non è quasi mai il GPS (i social lo rimuovono), ma quello che si vede nell'immagine stessa: numeri civici, insegne, riflessi in finestre o specchi. Controllare i metadati è un buon primo passo, ma vale la pena dare un'occhiata anche al contenuto visivo prima di condividere.
EXIF (Exchangeable Image File Format) è lo standard con cui le fotocamere e gli smartphone salvano informazioni tecniche dentro il file della foto: data e ora, impostazioni della fotocamera, modello del dispositivo e, se il GPS era attivo, le coordinate esatte di dove è stata scattata.
Sì, se il file originale contiene ancora i metadati GPS: chiunque lo scarichi e legga i dati EXIF può risalire alle coordinate esatte dello scatto, anche se nell'immagine non si vede nulla di riconoscibile. Succede soprattutto con file condivisi via email, drive o venduti/pubblicati come originali — non tramite social, che di norma li rimuovono.
Carica l'immagine nello strumento in cima alla pagina per controllare se ha metadati EXIF coerenti con una vera fotocamera — le immagini generate dall'IA spesso non li hanno. Poi osserva mani, denti, testo su cartelli e riflessi nell'immagine: sono i segnali di generazione artificiale più comuni. Trovi la guida completa qui sopra.
No. Quando lo strumento rimuove i metadati, l'immagine viene ricodificata da zero tramite canvas del browser: i dati EXIF originali (GPS, dispositivo, data) non fanno più parte del nuovo file e non sono recuperabili dalla copia pulita che scarichi.